La Selfite: la malattia dei selfie

selfie

“Siamo l’ esercito dei selfie”… suona un noto tormentone estivo  che si ispira proprio da ciò che realmente sta accadendo oggi, cioè il  bisogno morbosamente ossessivo  di postare selfie. Questo fenomeno viene denominato come selfite!

Lo studio

Nel 2014 venne coniato il termine  ‘selfite‘ per indicare quello che è stato riconosciuto come un vero e proprio disturbo mentale. Secondo gli psicologi della Nottingham Trent University e della Thiagarajar School of Management in India,  in uno studio pubblicato sull’International Journal of Mental Health and Addiction, questo  fenomeno una volta evidenziato si divide in tre categorie:  cronica, acuta, borderline.

  1. La selfite cronica si ha quando in modo irrefrenabile si arriva ad autoscattarsi  foto per tutto l’arco delle  ventiquattro ore e si postano su Facebook e Instagram più di sei volte al giorno.
  2. La borderline è quando si scattano selfie per non meno di  tre volte al giorno, ma senza necessariamente pubblicarli sui social.
  3. Si è in presenza di selfite  acuta quando si  fanno molte foto ma non tutte poi vengono condivise sui social.

Gli psicologi, per il loro studio,  hanno coinvolto 400 indiani, perché il loro paese  ha il maggior numero di utenti su Facebook e purtroppo anche di decessi causati da un rapporto poco sano con i social. Cosi è  stata costruita una “scala della selfite”, che attraverso un test di 20 domande mira a conoscere a fondo il problema. Attraverso questo test si cerca di capire  a quale categoria di selfite si appartiene.

Minitest

Ad oggi non tutti gli psicologi sembrano essere d’accordo sul fatto che la ‘selfite’ esista, in quanto patologia clinica. Per alcuni è già il solo “darle un nome” che la rende reale. Ma ci sono segnali che devono preoccuparci? Per comprendere se anche voi avete qualche sintomo provate a rispondere a queste domande :

  1.  Non posso  fare a meno degli autoscatti
  2. in qualunque situazione  penso  solo a come farci un selfie
  3. sento il bisogno di fare selfie anche a scuola, a lavoro o in situazioni inopportune
  4. se non posso farmi un selfie quando voglio mi sento irritata
  5. il tempo impiegato per fare selfie mi toglie il tempo per le altre attività  come : studiare, fare sport, passare il tempo con amici…
  6. se sono in un luogo pericoloso, in una posizione stravagante o sto rischiando la vita sento l’esigenza di scattarmi una foto
  7. passo molto tempo a pensare a quali commenti potrebbero sortire i miei selfie e quanti mi piace potrei ricevere
  8. non mi vedo mai bene  nei miei  autoscatti, devo sempre sistemarli con i filtri
  9. spesso nei filtri sono molto diversa da come sono allo specchio
  10. fare selfie mi rende felice
  11. la mia vita social è più movimentata di quella reale

Se avete risposto affermativamente ad 8 di queste domande, probabilmente dovreste riconsiderare l’opportunità di esser affetti da una forma di selfite.

Adolescenti

I ragazzi di oggi condividono sui social ogni istante della loro giornata, perdendo  completamente il concetto di privacy e di intimità.La vita degli adolescenti si è ormai si è trasformata in un insieme di scatti condivisi in rete. Schiavi del Mi piace e vittime del cyberbullismo. Ci sono dati allarmanti secondo cui tre adolescenti su 10 contano in modo ossessivo il numero dei  like ricevuti.

cellulare party

Questo sembrerebbe far accrescere l’autostima  ma  si rivela un arma a doppio taglio, infatti diventano facilmente vittime dei commenti dispregiativi e dell’indifferenza. Spesso non vedersi gratificate e apprezzate per la propria immagine può  dare insoddisfazione verso il proprio corpo ed in ultima analisi verso la propria stessa vita. Un dato dice che Il 13% dei ragazzi, si é  sottoposto a diete  per piacersi di più nei selfie, ma non contenti,  circa la metà, si sarebbe sottoposto alla chirurgia estetica.

 

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